Utile per te
Articoli correlati
LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LA PREVIDENZA INTEGRATIVA
Lo Stato, per aiutare coloro che decidono di costruirsi una pensione integrativa destinata ad integrare quella pubblica obbligatoria, ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali.
LA PENSIONE INTEGRATIVA: PERCHÈ CONVIENE
Alla previdenza pubblica è stata affiancata la previdenza integrativa perché per effetto delle riforme pensionistiche introdotte negli ultimi anni le future pensioni saranno via via più basse dell'ultima retribuzione percepita

LA DESTINAZIONE DEL TFR

La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto tra le altre la novità del «TFR in busta paga». I lavoratori dipendenti delle aziende private  con più di 6 mesi di servizio alle spalle possono farsi liquidare mensilmente il TFR - Trattamento di Fine Rapporto maturando, comunemente definito liquidazione.

La novità in sintesi

Dal 1° marzo 2015 e fino a giugno 2018 i lavoratori dipendenti del settore privato potranno scegliere tra tre opzioni di destinazione del loro TFR maturando (ossia quello futuro):

  1. Ottenerlo direttamente in Busta Paga
  2. Lasciarlo sotto forma di liquidazione in Azienda (o presso il Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS per i dipendenti di aziende con almeno 50 dipendenti)
  3. Versarlo ad un fondo pensione.

La norma è transitoria e per ora è prevista solo per questo periodo.

Ottenere il TFR in busta paga è una facoltà che il lavoratore interessato dovrà comunicare al proprio datore di lavoro, in qualunque momento prima della scadenza.

La scelta però è irrevocabile sino al giugno 2018: i lavoratori che decideranno di farselo liquidare in Busta Paga non potranno cambiare idea, ma da luglio 2018 il TFR tornerà ad essere utilizzato come prima della scelta che hanno fatto (resterà accantonato come liquidazione o sarà versato al Fondo Pensione).

Per chi non farà richiesta del TFR in busta paga, l’accantonamento della liquidazione continuerà a seguire il percorso attuale, che rimanga in forma di liquidazione o che sia conferito a un fondo pensione.

In ogni caso, prima di decidere cosa fare del proprio TFR è importante conoscere vantaggi e svantaggi di ogni opzione: così la scelta sarà consapevole.

Possiamo in sintesi anticipare che la scelta è tra “l’uovo oggi, rispetto alla gallina domani”: oltre a penalizzare il futuro previdenziale, infatti, quest’opzione è anche sfavorevole sotto il profilo fiscale.

Le cose da sapere sul TFR

Cos'è il TFR

Il TFR o liquidazione è una somma calcolata annualmente sulla retribuzione lorda di ciascun dipendente e accantonata dal datore di lavoro.

Il TFR corrisponde a circa una mensilità dello stipendio ed è pari al 6,91% della retribuzione lorda annua.

Esempio: su una retribuzione annua lorda di  € 25.000, la quota annua del TFR è di ca. € 1.750.

Quanto viene tassato il TFR

C’è un diverso trattamento fiscale, a seconda della scelta di destinazione del TFR, che privilegia il versamento ad un Fondo Pensione:

  • TFR in Busta Paga: viene tassato come la retribuzione. Se ad esempio hai un reddito di 25.000 €, il tuo TFR lordo (1.750 €) viene tassato al 27% (aliquota IRPEF) e diventa, netto, 1.270 € ca.
    Tale somma diverrà normale reddito da lavoro: si avrà quindi un aumento in busta paga e quindi si ridurranno le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi di famiglia.
  • TFR in Azienda: non viene tassato subito, ma quando il lavoratore lo riceverà come liquidazione al termine del rapporto di lavoro. Sarà sottoposto a tassazione separata ad aliquota media degli ultimi 5 anni: La tassazione minima sarà del 23%.
     
  • TFR nel Fondo Pensione: non viene tassato subito, ma quando il lavoratore lo riceverà come liquidazione. La tassazione varia da un massimo del 15% a un minimo del 9% (in base al numero di anni di iscrizione alla previdenza integrativa).

TFR in busta paga vantaggi e svantaggi

Gli effetti sull'Isee del TFR in busta paga

Per i lavoratori che scelgono di avere il TFR in busta paga, ci saranno effetti negativi anche sul reddito ai fini dell’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente): lo strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per valutare la ricchezza effettiva dei contribuenti e delle famiglie italiane, utile per numerose prestazioni sociali, fra cui le tasse universitarie.

Inoltre l’incremento del reddito avrà un effetto negativo sui minori sgravi fiscali che si potranno ottenere; il versamento del TFR in busta paga non avrà invece conseguenze sulla possibilità di ricevere il bonus di € 80.

Quando si può disporre del proprio TFR

A seconda della scelta, il lavoratore può avere il TFR:

  • in Busta Paga: subito (solo fino al 2018)
  • in Azienda: al termine del rapporto di lavoro
  • nel Fondo Pensione: al pensionamento o nei casi previsti dalla normativa (leggi l'articolo sulle anticipazioni e i riscatti)

La scelta d’incassare il TFR in busta paga sarà molto penalizzante per il futuro previdenziale del lavoratore sia per chi ha mantenuto il TFR in forma di liquidazione sia, a maggior ragione, per chi l’ha conferito al fondo pensione.

Nel caso dei dipendenti, infatti, il TFR rappresenta un'importante fonte di contribuzione per la previdenza integrativa: è infatti pari al 6,91% della retribuzione, alla quale il lavoratore può decidere di aggiungere un contributo a proprio carico in funzione della capacità di risparmio

Secondo una simulazione della Fondazione consulenti del lavoro, incassare il TFR in busta paga per rinforzare lo stipendio comporterà un taglio della pensione integrativa compreso fra l’8% e il 22%, con una sforbiciata tanto maggiore quanto più si è vicini alla pensione.

Quanto rende il TFR

Il  rendimento del TFR in:

  • Busta Paga non è previsto
  • Azienda è pari alla somma del 75% dell’inflazione annua + l’1,5% fisso. Negli ultimi 5 anni, il rendimento medio netto è stato del 2,41%
  • Fondo Pensione  Per chi ha aderito ai fondi pensione, invece, si rivaluta in base ai risultati della gestione finanziaria del fondo stesso. Negli ultimi 5 anni il rendimento medio delle linee che investono in obbligazioni è stato di circa il 4,7%

Chi non può richiedere il TFR in busta paga?

La Legge prevede che alcune tipologie di lavoratori non possono chiedere il TFR in busta paga, ossia:

  • I dipendenti pubblici, gli autonomi, i liberi professionisti e tutte le altre categorie senza TFR;
  • I dipendenti privati per cui la legge o la contrattazione collettiva applicata prevede la corresponsione periodica del TFR (es. personale marittimo in turni particolari) o l’accantonamento presso terzi (es. lavoratori dell’edilizia con TFR accantonato presso le casse edili);
  • I lavoratori domestici e del settore agricolo;
  • I dipendenti privati di aziende in crisi (procedure concorsuali, piano di risanamento dei debiti iscritto al Registro delle imprese e accordo di ristrutturazione dei debiti);
  • I dipendenti in cassa integrazione straordinaria e in deroga;
  • I dipendenti che hanno un vincolo sul TFR.  Per esempio che hanno attivo un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio senza liberatoria da parte della finanziaria.