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LE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI
Il mercato della previdenza complementare è costituito da diverse tipologie di forme pensionistiche: dai fondi pensione aperti ai piani individuali pensionistici.
COME FUNZIONA LA PENSIONE INTEGRATIVA
Il sistema della pensione integrativa si articola in 3 fasi: adesione, contribuzione, rendita.
LA DESTINAZIONE DEL TFR
Dal 1° marzo 2015 fino a giugno 2018 i lavoratori possono scegliere la liquidazione del TFR in busta paga: le cose da sapere.

LA PENSIONE INTEGRATIVA: PERCHÈ CONVIENE

Il sistema pensionistico pubblico presente in Italia  è strutturato secondo il criterio della ripartizione: i contributi versati dai lavoratori vengono utilizzati per pagare le pensioni di coloro che sono attualmente in pensione.

Con questa tipologia di sistema, il flusso delle entrate (i versamenti) deve essere in equilibrio con quello delle uscite (le pensioni pagate).

L'aumento della vita media della popolazione ha fatto sì che le pensioni vengano pagate per un tempo maggiore, mentre dall'altro lato la contrazione dell'attuale crescita economica ha progressivamente diminuito le entrate contributive.

Per far fronte a questa situazione e riequilibrare quindi un sistema che sarebbe destinato al fallimento, nel corso degli ultimi 20 anni sono state attuate una serie di riforme strutturali volte a controllare la spesa pubblica per le pensioni e istituire un sistema di previdenza complementare che si affianchi a quello pubblico.

In particolare:

  • Sono stati innalzati i requisiti per raggiungere la pensione: età e numero di anni lavorativi.
  • Dal 2012 la pensione viene calcolata sulla base del sistema di calcolo contributivo: l'importo della pensione varia in base ai contributi versati e non più rispetto agli ultimi redditi: quindi, i lavoratori che avrebbero usufruito di una pensione calcolata esclusivamente con il calcolo retributivo avranno una pensione in pro rata calcolata con entrambi i sistemi di calcolo.
  • La pensione viene rivalutata unicamente sulla base dell'inflazione (cioè dell'aumento dei prezzi dei beni e dei servizi).

Per saperne di più: www.inps.it

 

QUALI SONO I VANTAGGI

Per effetto delle riforme pensionistiche introdotte negli ultimi anni le future pensioni saranno via via più basse in rapporto all'ultima retribuzione percepita (il cosiddetto "tasso di sostituzione"): per far fronte a questa tendenza, alla previdenza pubblica è stata affiancata la previdenza integrativa (o pensione integrativa).

Aderire alla previdenza integrativa significa accantonare regolarmente in una forma pensionistica complementare (fondo pensione chiuso, aperto o piano individuale pensionistico) una parte dei risparmi durante la vita per ottenere una pensione che si aggiunga a quella corrisposta dagli enti di previdenza obbligatoria (INPS, INPDAP, ecc.).

La pensione integrativa: i vantaggi e le agevolazioni fiscali


La pensione integrativa è quindi uno strumento importante per dare maggiore stabilità e sicurezza alla propria pensione, ma  rappresenta anche un'opportunità di risparmio con caratteristiche uniche:


Trattamento fiscale favorevole

  • I versamenti ai prodotti previdenziali sono deducibili dal reddito IRPEF fino ad un importo massimo di 5.164,57 euro all'anno. Sempre entro lo stesso limite, è possibile portare in deduzione anche i versamenti effettuati  a favore di familiari fiscalmente a carico.
  • I rendimenti della gestione finanziaria sono tassati, dal 2015, con un'aliquota massima del 20%, anziché del 26%, percentuale invece applicata alle forme di risparmio finanziario (es. fondi comuni, pac, etc.).
  • I prodotti previdenziali sono esenti dal pagamento dell'imposta di bollo
  • La pensione integrativa percepita godrà di un regime fiscale agevolato: solo la parte di rendita che deriva dai contributi versati e dedotti ed eventualmente dal TFR versato, è assoggettata a tassazione che varia dal 15 al 9% a seconda del periodo complessivo  di partecipazione a forme di previdenza integrative. La parte di rendita derivante invece da contributi non dedotti o dai rendimenti della gestione, è completamente esente da imposte.


Flessibilità

È possibile sospendere o modificare gli importi e la periodicità dei versamenti e  riattivarli senza alcuna penalizzazione. È anche possibile richiedere parte della somma accantonata per spese importanti.

 

Impignorabilità

Durante la fase di accumulo (fase di contribuzione), sul patrimonio dei prodotti previdenziali non sono ammesse azioni esecutive da parte dei creditori. Quindi il patrimonio accantonato può essere utilizzato solo per pagare le rendite degli aderenti.

 

Diverse opzioni di prestazione pensionistica

Al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento, è   possibile scegliere tra diverse possibilità di rendita. Si può  scegliere che una parte della posizione maturata venga liquidata sotto forma di capitale, nei limiti previsti dalla normativa.

Inoltre si possono scegliere liberamente i beneficiari della pensione integrativa.

 

Vantaggi successori

In materia la normativa è ispirata al criterio della valorizzazione della volontà dell'aderente e quindi della possibilità di scelta.

In concreto la posizione viene attribuita agli eredi in assenza di una diversa volontà dell'aderente; in questo caso la posizione viene riscattata dal/i soggetto/i designati dall'iscritto.

La posizione maturata non entra a far parte del patrimonio ereditario: non è quindi assoggettata a imposta di successione, ma la parte imponibile è sottoposta alla medesima tassazione prevista per le prestazioni pensionistiche come sopra indicato (dal 15% al 9%).

 

E' importante contribuire alla previdenza complementare fin dall'inizio della carriera lavorativa. Rimandare, anche di pochi anni, l'inizio dei versamenti significa ridurre l'ammontare della pensione complementare.  

 

Per saperne di più puoi consultare il quadro normativo di riferimento della previdenza complementare attualmente delineato nel Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme pensionistiche complementari).